Morte a Posillipo
Fino a che punto puoi spingerti per combattere il male?

A pochi chilometri da Napoli, c’è un lago, non molto grande e poco conosciuto: il Lago Patria. In una villetta cadente che si specchia nelle sue acque trova rifugio Massimo, un quindicenne in fuga. I suoi genitori sono stati uccisi, ma nessuno li piange: suo padre Rocco era un boss della malavita locale odiato da molti. Sua madre Roberta, psicolabile e depressa, sembrava predestinata a una fine prematura, e solo Massimo soffre per la sua perdita. Nell’elegante attico di Posillipo in cui si è consumato il delitto non si avverte la mano della criminalità organizzata, ma l’esplosione di dinamiche familiari perverse. Il pensieroso Commissario Alessandro Soranno e il suo Vice Claudio Giglio devono risalire alla verità, ma a sorpresa scopriranno che questa urta contro le loro coscienze, e li costringe a fare un salto nel passato.

Agnese Manzo

È nata nel 1960 a Torre del Greco in provincia di Napoli. Dall’inizio degli anni ’80 si è trasferita a Milano dove vive tuttora con la sua famiglia.
La scrittura di racconti e la lettura di gialli di genere classico, a partire da Agatha Christie e Ellery Queen sino ad arrivare al De Giovanni dei nostri giorni, sono sempre state la sua passione.
La “villetta degli orrori” di Lago Patria, in cui è ambientata parte del romanzo, è realmente esistita e forse esiste ancora, e l’autrice vi ha vissuto per un breve periodo durante la sua adolescenza.

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