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Un luogo d'incontro dove raccontare e raccontarsi

Parlare della memoria: sì, ma come?

27/01/2017
Fare memoria è sempre delicato e il rischio di essere banali e retorici è dietro l’angolo. Nonostante questo, in occasione del 27 gennaio, Giornata della memoria, continuano a nascere storie di cui non si era mai sentito parlare e che riescono a raccontare il dramma da una prospettiva sempre diversa. Raccontare e ricordare significa aprire le finestre su un panorama e pian piano scorgere dei dettagli che ne cambiano tutta la prospettiva. Il campo di concentramento è di per sé simbolo di dolore e sofferenza è un panorama grigio e freddo, ma aguzzando la vista si possono scorgere storie d’amore, amicizie, battaglie vinte . Sono piccoli particolari, ma riescono a dare una visione diversa dell’insieme. Qui abbiamo cercato di raccogliere alcune di queste storie:
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Mille modi di raccontare la memoria

15/12/2015
Ricordare, ascoltare, raccontare: sono questi i verbi che hanno fatto la storia, quelli grazie ai quali i popoli costruiscono la propria identità. Il 27 Gennaio di ogni anno, il via vai quotidiano delle metropoli come dei paesi, delle scuole, degli uffici viene inevitabilmente raggiunto dagli echi degli eventi dolorosi che interessarono la guerra forse più tragica della nostra Storia. Nel 2016 ricorre il settantunesimo anniversario dell’ingresso dell’esercito sovietico nel campo di concentramento di Auschwitz, che portò a conoscenza del mondo intero l’orrore della Shoah, ma il bagaglio di storie pare essere ancora oggi inesauribile, come un vecchio baule dal quale continuano a spuntar fuori oggetti, a ognuno dei quali corrisponde una storia da raccontare. Un filone di storie che in oltre settant’anni anni ha continuato ad arricchirsi di nuovi dettagli, nuovi punti di vista e nuovi modi di raccontare una stessa, drammatica, storia.
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